Un vetturino romano (Aldo Fabrizi), legato alla tradizione, proibisce alla figlia di accettare la corte di un tassinaro. Accusato da una sciantosa (Anna Magnani) di averle rubato un brillante, poi sostituito con un'imitazione, il vetturino finisce sotto processo. Dove emerge che il brillante è sempre stato un oggetto di bigiotteria. Nell'euforia dell'assoluzione, il vetturino vince le resistenze e il giovane tassista entra a far parte della famiglia.